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Lagnasco
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mwhaLagnasco (mwhqLagnasch in mwhgpiemontesecite-ref-4[4]) è un mwiwcomune italiano di mwja1 386 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkqprovincia di Cuneo in mwkgPiemonte.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Economia
• Note
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Storia
Simboli
Monumenti e luoghi di Interesse
Castello Tapparelli d'Azeglio - Castelli di Lagnasco
Fortificato intorno al 1100, notevolmente rimaneggiato nel secolo XVI, ad opera dei Tapparelli, si presenta con un impianto a corte aperta difeso, ai lati, da poderose torri quadrate. All'interno delle maniche di est e ovest è possibile ammirare un ciclo pittorico rinascimentale.
Il nome di Lagnasco trae la sua origine dal latino mwoalignascum, cioè luogo coperto da selve e boschi che sino intorno all'anno 1000 circa ricoprivano quella zona di pianura piemontese. Tapparelli è probabilmente una trasposizione del sostantivo tapparsi ossia di coloro che esigevano “la tappa”, il pedaggio che veniva riscosso in età medioevale per l'attraversamento dei fiumi mediante chiatte o barche. La signoria dei Tapparelli si consolida intorno agli anni centrali del 1300 quando, in seguito alle continue liti tra la famiglia e i mwoqFalletti, comproprietari del luogo, intervenne mwogAmedeo VI di Savoia come paciere. Questi diede la possibilità ai Tapparelli di diventare, in cambio di transazioni finanziarie a favore dei Falletti, unici proprietari del feudo di Lagnasco e impose loro il motto “D'acord”. Nel 1349 la famiglia Tapparelli stabilì nel luogo la propria residenza, all'interno di una grande torre detta “torrazza” che sarà abbattuta nel 1581. Col tempo i membri della famiglia prosperarono e le esigenze di vita fecero sì che l'edificio originale subisse ampliamenti e modifiche. Tra il 1455 e il 1477 furono edificate le tre torri angolari del complesso architettonico, ancora oggi visibili e visitabili, unite da maniche che furono elevate tra il 1500 e il 1530.
Grazie agli scavi archeologici sono state riportate alla luce le tracce della manica quattrocentesca che chiudeva il nucleo formando una corte interna, i muri medioevali, i segni dei ponti levatoi e i fossati. Nel 1700 parte di questi ultimi vennero trasformati in peschiere. Tra il 1569 e il 1572 la dimora medioevale si trasformò in una residenza rinascimentale, grazie alla committenza di Benedetto I Tapparelli, uomo colto e raffinato, giudice in Saluzzo durante il regno di mwpaFrancesco I re di Francia.
Oggi i castelli sono conosciuti come il castello di Levante, di Mezzo e di Ponente semplicemente per la loro ubicazione sul luogo. Intorno al 1469-1471, durante la guerra tra la Francia e il mwpgmarchesato di Saluzzo, il castello di Levante ospitò la corte di mwpwJolanda di Francia e mwqaAmedeo IX di Savoia, nel tentativo di salvare le terre sabaude in Piemonte dalla dominazione francese. Nel 1560 il castello ospitò la corte di mwqqEmanuele Filiberto di Savoia e mwqgMargherita di Valois in viaggio da mwqwSavona a mwraVercelli, attraverso il ducato sabaudo appena riconquistato in seguito al mwrqtrattato di Cateau-Cambrésis. A ricordo di questi avvenimenti rimangono il salone degli scudi, arricchito da una cospicua raccolta araldica, e la loggetta delle magiche grottesche, frutto della fantasia di Pietro Dolce, artefice di creature immaginarie, mostruose, fauna di quel mondo figurativo e delirante della tipica pittura nordica del Bosch.
Classicismo di stampo archeologico lo si trova nel castello di Ponente; il visitatore è iniziato nelle cantine, affrescate con temi inneggianti il vino, salendo ai piani superiori l'origine misteriosa di un culto pagano, rappresentato da mwrwDioniso e dai baccanali, si dipana attraverso la ragione, determinata dalla cultura umanistica e filosofica dell'uomo del Cinquecento, rappresentata dalla conoscenza del sapere del principe intellettuale. Pittori come Giovanni Angelo Dolce, l'mwsaArbasia e il Rossignolo rappresentano, con un linguaggio di sintesi per iniziati attraverso le grottesche, la dicotomia tra reale e immaginario, sogno e realtà. Alla fine del XIX secolo, Emanuele, nipote di Massimo d'Azeglio e ultimo discendente dei Tapparelli, riunì la proprietà, negli anni condivisa con altre nobili famiglie: Raynero, Ginnazzo di Pamparato, i marchesi Pilo Boyl di Puttifigari, Vacca di Piozzo. Inizia così un lavoro di restauro che rimarrà incompiuto. Lo stesso marchese fondò l'Opera Pia Tapparelli di Saluzzo, contemporaneamente l'intera dimora divenne un condominio. Dal 1998 l'associazione d'Acord, in collaborazione con il comune, apre questa struttura al pubblico, in seguito divenuta museo.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Economia
Infrastrutture e trasporti
La mwzwfermata di Lagnasco, attivata nel mwaa1857 sorgeva lungo la mwaqferrovia Savigliano-Saluzzo-Cuneo e fu soppressa nel mwag2003.
Amministrazione
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 23 giugno 1985 | 18 giugno 1990 | Giovanni Battista Franco | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 9 ] |
| 18 giugno 1990 | 24 aprile 1995 | Giovanni Battista Franco | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 9 ] |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Paolo Persico | - | Sindaco | [ 9 ] |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Paolo Persico | - | Sindaco | [ 9 ] |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Bruno Mana | lista civica | Sindaco | [ 9 ] |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Ernesto Testa | lista civica | Sindaco | [ 9 ] |
| 26 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Ernesto Testa | lista civica Valori tradizioni futuro | Sindaco | [ 9 ] |
| 27 maggio 2019 | in carica | Roberto Dalmazzo | lista civica Lagnasco bene comune | Sindaco | |
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwkgmwkwmwlaBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwlqdemo.istat.it, mwlgISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwmgmwmwmwnaClassificazione sismica (mwnqmwngXLS), su mwnwrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwowmwpamwpqTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwpgmwpwPDF), in mwqaciterefmwqqLeggemwqg mwqw26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwraAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwrq 151. mwrgURL consultato il 25 aprile 2012 mwrw(archiviato dall'mwsaurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-55. ↑ mwvgmwvwmwwaLagnasco, su mwwqArchivio Centrale dello Stato. mwwgURL consultato il 27 dicembre 2023.
cite-note-66. ↑ Dati tratti da: mwxgmwxwmwyamwyqmwygPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwywmwzaPDF), su mwzqebiblio.istat.it, mwzgISTAT. mwzwmw0amw0qmw0gPopolazione residente per territorio – serie storica, su mw0wesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-77. ↑ mw2amw2qmw2gDato Istat al 31/12/2017, su mw2wdemo.istat.it. mw3aURL consultato il 22 agosto 2018.
cite-note-88. ↑ Dati superiori alle 20 unità
cite-note-interno-93. mw7wmw8amw8qStoria amministrativa dell'ente - Comuni - Provincia: CUNEO (CN) - Comune: LAGNASCO, in mw8gAnagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. mw8wURL consultato il 26 aprile 2026.
Bibliografia
• Carlo Novellis, mw9wCenni storici sul villaggio di Lagnasco, Tipografia dei Fratelli Favale, Torino, 1845
• Luigi Botta, mw-qmw-gNel castello delle congiure, in «Tuttovacanza», anno 2, n. 5, luglio 1983
• Luigi Botta, mw-amw-qTra Savigliano e Lagnasco un traghetto per l'attraversamento del Varaita, in L. Botta (a cura), «Miscellanea di studi storici lagnaschesi», I quaderni di «Natura Nostra», Edizioni Cristoforo Beggiami, Savigliano, 1987
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Collegamenti esterni